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Edizioni Diversa Sintonia
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Se DIVERSA SINTONIA è allargare gli orizzonti, con la propensione allo scambio culturale e all'incondizionato meditare, al sociale, al "femminile", all'integrazione, all'internazionale... Edizioni DIVERSA SINTONIA è narrativa e saggistica verso: fantastico, mistero, favole e fumetti, metafisica e psicoscienze, music/book, arte e oriente... E' di certo editoria di qualità, di utilità sociale e libero pensiero, insieme.
News - ebooks




Collana: SCRITTURE ALIENE - Curatore: Vito Introna
Titolo: SCRITTURE ALIENE – ALBO 1
Copertina: Daniela Barisone
Autori: Michele Tetro - Daniela Barisone - Lukha Kremo Baroncinij - Tommaso Russo - Anna Grieco - Maurizio Landini
I nostri posteri sopravvivranno alla conflagrazione finale del Sole? Riuscirà un anziano ingegnere donna a infondere una briciola d'anima in un androide? Tecnologie più avanzate riusciranno a metter pace tra Israeliani e Palestinesi? E se dallo spazio profondo i nostri progenitori tornassero decisi a vendicare antichissimi torti? Quella del cronovisore è veramente una bufala? Ci aspetta un futuro pieno di violenze e scontri tra miliziani?
ISBN: 978-88-96086-23-0 PDF
ISBN: 978-88-96086-24-7 EPUB
Titolo: SCRITTURE ALIENE – ALBO 2
Copertina: Nazareno Barra
Autori: Simone Messeri - Claudio Cordella - Alexia Bianchini - Francesco Troccoli - Marco Rabbia - Tatiana Martino - Sandro Battisti
Il massimo artista dell’universo potrà mai conservare la propria libertà d’azione? Due splendide e giovanissime sorelle riusciranno a fronteggiare la più improvvida delle rivelazioni? Dove vanno le anime dopo la morte? Potrà un dio minore della religione romana cambiare il corso della storia? La solidarietà umana sarà in grado superare le mutazioni genetiche? Esistono autostrade intelligenti?
ISBN: 978-88-96086-25-4 PDF
ISBN: 978-88-96086-26-1 EPUB
Titolo: SCRITTURE ALIENE – ALBO 3
Copertina: Alexia Bianchini
Autori: Scilla Bonfiglioli - Livin Derevel - Gabriella Maganza - Francesco Camagna
Una fanciulla e un bambino coraggiosi riusciranno a scongiurare un’insidiosissima contaminazione radioattiva? L’uomo sopravviverà alla quarta guerra mondiale? Esploratori del cosmo mutaforma saranno bene accetti sulla Terra? Riuscirà il poliziotto più imbranato del mondo a scombinare una maldestra congiura dietro le quinte del tempo?
ISBN: 978-88-96086-27-8 PDF
ISBN: 978-88-96086-28-5 EPUB
Titolo: SCRITTURE ALIENE – ALBO 4
Copertina: Luca Lanzetta
Autori: Tommaso Russo - Michele Nigro - Stefano Roffo - Antonio Lanzetta - Viola Killerqueen Lodato
Gli ultimi uomini vinceranno la loro guerra decennale contro un esercito di automi senzienti? E se la nostra vita fosse subordinata alla programmazione di un reality show? Quali gli effetti del teletrasporto sulla psiche umana? Una coraggiosa partigiana scamperà all’impari lotta contro un invasore che di umano reca solo la fisionomia? Un’affascinante androide divenuta cosciente di sé sfuggirà alle ferree regole della disattivazione?
ISBN: 978-88-96086-37-7 PDF
ISBN: 978-88-96086-38-4 EPUB
News - Libri
Titolo: IL TAO PER TUTTE LE OCCASIONI - SDENG MINC-MAO
Autore: MARCO MILANI
14/2011
Collana: SENSO ARTI&FILOSOFIE
Pagine: 114
ISBN: 978-88-96086-22-3
Sdeng Minc-Mao visse nello stesso periodo dell'"altro"...
Frutto di una vita d'esperienze e approfonditi studi, al Maestro va riconosciuto di aver elaborato una dottrina filosofica eccelsa, sintetizzando riflessioni sulla condizione umana mentale e fisica, elaborazioni cariche d'intelligenza su concetti e ipotesi, meditazioni propositive e concezioni ispirate.
La sua tecnica narrativa e nel contempo istruttiva, educativa e non catechizzante, basata su detti, motti, massime, sentenze e aforismi, si avvalora nel dare informazioni sufficienti da poter essere elaborate e giustamente apprese dall'allievo, o anche da un lettore occasionale non totalmente digiuno spiritualmente, che così imbeccato può acquisire i parametri basilari alla Via del Tao.
Il Tao del Maestro non ebbe un gran seguito numerico, ma rimase impresso in poche menti eccelse che ne riportarono gli insegnamenti fino ai nostri giorni.
Ora i tempi sono maturi
perché il mondo venga a conoscenza
di questa opera filosofica assoluta.
Uscite recenti
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Prefazione a IL SALOTTO DI LERICI - Isabella Michela Affinito
Storie di donne secondo Maria Cristina Buoso nel luogo da lei prescelto, ossia la zona balneare di Lerici sulla Riviera di Levante, come cuna d’incontri non prestabiliti, ma semplicemente spontanei.
Altrettanto spontaneo è stato il mio incontro con la Buoso – visitavo un sito internet per uno scambio di e-book – subito rivelatasi propensa a percepire quanto di importante ci può essere fra due autori che si confrontano anche a distanza: lei della provincia di Rovigo, io di Fiuggi nella Ciociaria.
Due stili letterari diversi i nostri, due autrici dissimili, eppure eccomi a prefazionare un suo lavoro completamente all’insegna delle problematiche femminili. E qui mi sono fermata anch’io a riflettere…
Lerici, precisamente l’angolo di San Terenzio, durante il periodo estivo diventa un “salotto”, che nell’immaginario dell’autrice è l’unico e fedele depositario delle storie raccontate dalle donne di tutte le età, di ogni ceto, lavoratrici e casalinghe, madri e non sposate. Pretesto narrativo in cui sono state sviscerate le molteplici situazioni attuali delle donne che convivono con l’impossibilità di raggiungere la mitica felicità e spesso dentro di esse non fanno altro che ripetere la tragica domanda: «E adesso?».
Maria Cristina Buoso è stata la “conduttrice” di questo salotto, avendo ella ripreso, dagli sguardi, dagli atteggiamenti, dagli abbracci fugaci di amiche che si incoraggiavano l’un l’altra, dai discorsi recepiti a tratti nei momenti di quiete, un vasto materiale risultato poi di qualità interessante per la stesura di questo libro, che vuole senz’altro essere uno specchio per tutte le donne che desiderano approfondire ciò che di sbagliato purtroppo esiste nelle loro vite. Infatti non si tratta di un’unica esposizione narrativa con la linearità consueta in cui c’è l’alba, lo zenit e il tramonto di una storia; bensì si tratta di una compenetrazione di storie di donne che si incontrano e per un attimo diventano amiche e alleate contro i loro malesseri causati da incomprensioni e insensibilità da parte di mariti, fidanzati, padri, amanti e comunque sempre di uomini inclini all’egoismo e all’irresponsabilità.«Ognuna di loro, sono sicura, ha una storia da raccontare e di sicuro riguarderà un uomo. Che sia il marito, l’amante o solo un incontro di passaggio nella sua vita. In qualche maniera l’ombra di un uomo le affianca e le mette di fronte a quello che sono o a quello che desiderano da sempre: una semplice relazione. Sono donne che vogliono solo sentirsi tali» (da Giada ed Enrica).Ma non sempre è ovvio sentirsi tali. La Buoso offre questo suo libro per lenire almeno una parte delle insofferenze che le donne provano specialmente in questo terzo millennio pervaso da veloci mutamenti che fanno repentinamente cambiare idee, scelte, convinzioni, nella mente di chiunque. Ed ecco che un amore sorto fra due persone si volge in odio, in vendette, in logoramenti che sfiancano la volontà di esistere, soprattutto nella donna, prima angelo del focolare poi non più al centro delle attenzioni dell’uomo.
Un’analisi dettagliata dei vari casi in cui la donna soffre e nella sofferenza riscopre le sue vere aspirazioni, i suoi interessi, le sue preferenze, la sua vita ideale che spesso continua a esistere solo a livello immaginativo.
Un libro che scandaglia le ragioni del cuore di una donna e le sue ribellioni, non sempre esternate per non fare del male a nessuno, specialmente ai figli se ci sono, e a cui bisogna insegnare che la propria madre è innanzitutto una donna e la donna ha bisogno della stessa premura con la quale si assiste all’apertura di un fiore.
Recensione a IL GUERRIERO DI LUCE - Pierfrancesco Rosati
Avevo già trovato il libro di Marco Milani molto originale, ulteriormente migliorato nei particolari con questa revisione che ne ha portato ora alla ristampa. Se dicessi «unico» peccherei di iperbolismo ipertrofico – malattia che affligge ormai il nostro mondo sempre più in balia della pubblicità, per cui ogni romanzaccio viene spacciato per grande scoperta artistica. Del resto non posso affermare con certezza che Il Guerriero di Luce sia un libro «unico» almeno nel suo genere, però ammetto che è il primo libro del genere che mi sia capitato di leggere.
Si tratta in sostanza del tentativo di trasformare in romanzo un percorso interiore di meditazione. Il protagonista del libro è, insomma, l’IO, l’io con tutti i limiti e preconcetti che sono poi i suoi elementi costitutivi. Il superamento di questa «gabbia», il suo annullamento è ciò che il «romanzo» di Milani racconta.
Inevitabile che il tema influenzi anche la forma. Essa si presenta infatti molto anomala: ricordi personali autentici si mescolano a visioni mistiche, a sogni. L’io galleggia, vola, si tele-trasporta, scivola, annaspa, rimbalza fra stati di coscienza diversi… e il tutto in un mondo virtuale, mutevole come il nostro stesso pensiero, fatto di personificazioni di paure e speranze. E l’incontro/scontro con i nostri limiti (notiamo di sguincio) è anche il mezzo, la strada, il ponte per passare oltre noi stessi.
Si tratta, com’è ovvio di un viaggio tortuoso, labirintico, pieno di passi falsi… E così è anche il «romanzo» di Milani: tortuoso, a tratti ermetico, non sempre brillante nella forma… terribilmente simile a un io qualunque.
Un’operazione coraggiosa e… pericolosa, che avrebbe potuto rasentare il ridicolo e il pomposo, se l’autore non avesse sistematicamente evitato di prendersi troppo sul serio, diluendo la materia meditativa entro un personaggio/io-narrante con una personalità molto «alla mano».
Un bel libro?
Non saprei. Forse non nell’accezione comune.
Un libro notevole a modo suo, direi; sorprendente; un vero coacervo di spunti che metterà in fregola la curiosità di chi ama l’«Oriente», magari facendogli venir voglia di approfondire la materia e non mancherà certo di far annuire gli addetti ai lavori.
Recensione a GODZILLA E ALTRI SOGNI - Alessandro Vitali
A dicembre 2008 è uscito per i tipi delle Edizioni Diversa Sintonia il primo libro della collana music book, Godzilla e altri sogni – Blue Öyster Cult, autore Marco Milani, dedicato al gruppo storico dell’Hardmetal.
Una biografia come tante?
No. Già solo l’intro, una sorta di rivisitazione in chiave letteraria dell’incipit del film l’ombra dello scorpione, tratto dall’omonimo romanzo, uno dei capolavori del periodo più fecondo di Stephen King. Una rivisitazione densa di atmosfera, di impressioni dettate dal ritmo di Don’t Fear the Reaper, che impone il suo colore per tutte le pagine successive, le quali si dipanano tra biografia, autobiografia, zen, letteratura e riflessione generazionale. Un percorso anomalo e inconsueto quello di Marco Milani, frutto di anni in cui l’appassionato, il fan, dei BOC si è mescolato allo scrittore e poi al maestro di filosofie orientali, trasfigurando la loro musica in un qualcosa di vissuto, una sorta di compagna di vita con cui poter dialogare e meditare. Il risultato? Questo libro, all’apparenza limpido e leggero come l’acqua, ma che sotto questa calma apparente ci apre squarci di potenza, puro metallo, potremmo quasi definirlo metallo metafisico, stellare, rendendo in questa chiave ciò che sono stati e sono tutt’ora i BOC.
E non poteva essere diversamente.
Per lo stesso modo di porsi di questo gruppo nato ufficialmente come Culto dell’Ostrica Blu nel 1970, nei confronti non solo dell’Hardmetal, ma della musica in genere. Uno stile caratteristico e peculiare, forgiato in oltre trentacinque anni di viaggio attraverso le difficili lande di una terra di mezzo, costituita da una base metal con venature rock, blues, jazz ed il giusto gradiente di elementi progressive. Una storia particolare, quindi, difficilmente incanalabile in un filone di genere ben definito la quale se da una parte ha sempre spaccato la critica nei suoi giudizi, dall’altra ha catalizzato nel corso del tempo esperienze di ascolto da parte di generazioni di appassionati, le canzoni e il sound di Donald “Buck Dharma” Roeser e compagni a fare da sottofondo, a stratificare fantasie, sogni in sfaccettature diverse, cangianti, sorprendenti, nel lungo viaggio della vita di ciascuno di essi. Come quello di Marco Milani, appunto.
E quel che ne è risultato è senz’altro un tributo ai Blue Öyster Cult come pochi altri gruppi hanno avuto. Un tributo non solo bio-bibliografico, ma anche del tutto personale, intimo, ricco di quella linfa vitale che si trasmette a doppio senso tra il musicista e l’ascoltatore: in poche parole: una contaminazione.
Se poi l’autore ha anche “uno strano background formativo parecchio ‘orientalizzato’”, ecco che l’elemento personale, si arricchisce di potenza visionaria ed evocativa, al ritmo di Astronomy, Don’t fear the Reaper, Godzilla e altri capolavori dei BOC. Come nel capitolo ASTRONOMY, ZEN E DINTORNI, da cui il breve estratto, riferito ad Astronomy, appunto:
“…presagi terrificanti. Lo scontro e la musica ampliano l’aspettativa e la portata oltre il cielo, verso l’universo, con la visuale che si innalza ‘oltre’ a inglobare pianeti, un sole sbiadito e appena presente nonostante tutto, e un vuoto di punti stellati che non ha senso osservare. All’assolo portante, duraturo, favoloso che Buck Dharma inizia similmente a un gong tibetano, piazzando ulteriori poche e significative note simili a mazzate su un incudine per poi scatenarsi in una sonata da far invidia allo stesso Creatore di tutto, per gli Dei è nuovamente battaglia. Figure ancora più gigantesche all’apparenza, nel concerto universale sono solo esplosioni in allontanamento su un pianeta. La musica prosegue e invade l’Intero, l’universo trema, prende ad aprirsi e a perdere le prime briciole, a essere percorso da immense e potenti energie che spaccano il continuum come un foglio di giornale strappato. Il ‘nero del nulla’ prende a farsi largo nel ‘nero dell’universo’ che sta surclassando i colori della battaglia, in uno scalare di sovrapposizioni in cui, finita la musica, finisce la visione… nel niente.
È silenzio.
I pochi attimi successivi paiono secoli di fermo-immagine in cui nulla pare crescere in se stesso. È un’assurdità visiva: fissità-mobile… ma è proprio lei, è così, indescrivibile almeno fino a che un punto luminoso, subito dopo riconoscibile in una figura dorata seduta nella posizione del fior di loto, si ingrandisce fino a poterlo discernere in un Buddha immobile con la chitarra in grembo…”
Eccoci al significato di quanto scritto sopra: contaminazione. Ciò che un gruppo di musicisti, un’esecuzione personale-universale può creare, indurre, trasmettere, il canale che si stabilisce non solo nell’ascolto singolo, individuale, chiusi tra le quattro mura di una camera, ma anche e, soprattutto, nei live, nei concerti in cui l’a tu per tu tra le due parti dello stesso tutto non può non unirsi in qualche modo. E di live, in trentacinque anni e passa, i BOC ne hanno fatti molti. Godzilla e altri sogni è anche questo, una restituzione di energia, di vibrazioni, assorbite attraverso le canzoni, gli album a lungo ascoltate, una restituzione all’immaginario collettivo degli hardmetallers di quelle atmosfere live e irripetibili.
Prendendo spunto da quest’ultimo termine, hardmetallers appunto, utilizzato per unificare le diverse etichette, come scrive l’autore stesso:
“Mettiamo anche questo punto fisso ad evitare confusione, finché siamo in tempo. Hardmetal, heavymetal, powermetal, epic, deathmetal, metaldark, hardrock, pre-hardrock, proto-hardrock, arena-rock, sotto-poprock, progressive-rock, hard-boogie e comprendiamo tutti i vari black, dark, blues, country ecc. in incroci, sottoincroci e varianti di Hard, Rock, e Metal, sono solo nomi, tanti, anche inutili, che stanno a specificare e a dividere ulteriormente un ‘soggetto’ unico.
Ebbene sì! Il mio intento è di riunire e non dividere…”
Unificare, quindi. Ma non solamente in senso orizzontale, riferendomi a tutte le categorie e sottocategorie più o meno elitarie, a tutti i rivoli in cui l’hardmetal, anche per attitudine congenita, tende a dividersi. Ma anche in senso verticale, in termini di prospettiva temporale. Cercare, in perfetta linea zen, un trait d’union che ricostituisca un comune senso di essere e di riconoscersi. E che sia in grado di trovare il proprio equilibrio anche attraverso le generazioni.
“Si espresse un saggio in tempi passati e non sospetti: “Cerco ciò che sono! Ma come posso cercare ciò che già sono… son forse pazzo?” Concetto riproposto con terminologia più attuale dai Led Zeppelin, in una frase di Stairway to Heaven: “…se ascolti molto attentamente alla fine la melodia verrà da te, quando tutti sono uno e uno è tutti, per essere una roccia e non rotolare via…”
Da qui il termine hardmetal, tentativo di riunificare, di porsi a metà strada tra l’’ancient great metal’ delle generazioni alternative anni Sessanta e il nuovo “headbangers” o “metalhead” a connotare i più recenti. Un tentativo di riunificare, di trovare una radice comune, non solo nomotetica ma anche culturale, in termini di modalità di vita e di porsi nei confronti del mondo circostante. Perché, parafrasando l’autore, le radici sono tutto. Anche se il tentativo di sintesi non è facile.
Non resta da chiedersi: il tentativo è ben riuscito?
Qualunque ne sia la risposta è bene ricordare, come in un articolo di Priulla citato dall’autore:
“L’heavy metal non possiede alcun riferimento politico e storico a livello ideologico. Non esiste un progetto, un’idea di società, sotto le sue chitarre; non è alfiere di un cambiamento determinato del mondo…è libertà di libertà.”



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