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Recensione a PTAXGHU6 - Roberto Guerra
La saga spaziale ultima di Milani e Battisti è opera complessa, apparentemente di non facile lettura, per il linguaggio sperimentale e colmo di ipotesi fisiche e scientifiche anche di frontiera, eppure affascinante: la cifra appare infatti quasi prossima al cinema parallelo: da Guerre Stellari a Dune. Il tutto alla luce della svolta VR (Realtà Virtuale… cyberpunk) di William Gibson e Bruce Sterling… e la serie Matrix… lo stesso Ciclo della Fondazione di Asimov.
Il libro narra vicendevolmente e vertiginosamente una cyberstoria dislocata oltre il tempo e lo spazio, tutto un mix Reale/Virtuale non separabile, in mondi e dimensioni e universi paralleli che si sovrappongono, protagonisti compresi. La space story di un demiurgo prossimo a un Dio elettronico, di un impero connettivo alla prese con una dimensione atipica imprevista dove germinano pulsioni di libertà e democrazia.
Tuttavia, in paradossi transtemporali dove la linea di demarcazione tra il tiranno imperatore e i ribelli stessa è essa stessa paradossale. Più democratico della democrazia… l’Imperatore demiurgo, più desiderosi dell’Impero i ribelli stessi che l’imperatore, anche, un gioco di ruoli galattici di intensa seduzione letteraria.
In una cifra di parole smontate e rimontate di rara dis-armonia semantica e semiotica: davvero un “rovistare i cassetti di Dio” e del Verbo, in un tourbillon di neologismi raffinati che sembrano parole comuni del 3000, il dizionario degli umani nel suo divenire darwiniano linguistico, dopo la tecnoscienza, su certo stesso paradossale sfondo postZen… magari lo Zen elettronico di un certo Nam June Paik, pioniere dell’arte elettronica video.
Roberto Guerra - Guide.SuperEva

