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Recensione a GODZILLA E ALTRI SOGNI - Donato Zoppo
Guardalo negli occhi e prova a dirgli: "Blue Oyster Cult". Il vero cultore del rock, quello che si documenta, che non crede alle comuni vulgate storiografiche e spulcia nel mare magno dei minori, che vive, lotta e sogna per custodire il culto, a quel cultore brilleranno gli occhi. Sarà per il nome, che richiama direttamente al culto, alla dimensione esoterica ed iniziatica, ad un manipolo ristretto di sodali. Ma i BOC sono probabilmente la vera cult-rock band.Un culto nato sui solchi di dischi misteriosi come Secret Treaties e Fire Of Unknown Origin, sotto i palchi di innumerevoli concerti fotografati in un maestoso live-album come On Your Feet On Your Knees, in quei testi tra il fantascientifico, il mistico e l'enigmatico, quasi fossero una versione criptica e maledetta degli Yes. Nella capacità di alternare dark e progressive in un miscuglio arcano di boogie e hard-rock. Nei perenni occhialoni scuri di Eric Bloom. Nelle polemiche sottilmente suscitate dal gruppo, reo di liason fascistoidi smentite - almeno in Italia - dalle frequentazioni con una musa radical come Patti Smith. Nel leggendario logo creato da Bill Gaswick, che altro non era che il simbolo di Saturno (o del piombo, in alchimia).Marco Milani vive e respira per i BOC, e questo pesa nell'economia del suo libro. Ma fortunatamente l'autore punta ad un "diversivo": Godzilla e altri sogni è il racconto del fan tipo della band, dell'hard-rocker comune con tutti i suoi vizi, la sua coerenza intellettuale, le sue debolezze e la sua indole rocciosa e solidale. E' per questo che, nonostante svarioni e una scrittura eccessivamente colloquiale e schietta (se dovessi usare un eufemismo direi stradaiola...), egli riesce a cogliere la ratio del progetto coordinato da Sandy Pearlman. Il gusto per la science-fiction e la curiosità suscitata dall'esoterismo (un giochino riuscito perfettamente nella copertina di Agents Of Fortune, ad esempio), condite da una sottile ironia ma anche da tutto l'armamentario ideologico che fece dei BOC i pionieri dell'heavy-metal (e non quei pacchiani dei Manowar...). La band ha dato vita ad un sogno e lo ha incarnato: le generazioni di headbangers lo hanno vissuto e vi si sono identificati, Marco Milani in primis.
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