Bitcoin news, Israele dichiara guerra agli evasori con i social network

Le autorità fiscali israeliane stanno usando i social media allo scopo di rintracciare gli evasori fiscali delle criptovalute e delle altre monete virtuali oltre ai Bitcoin

Israele punisce i bitcoiner evasori

I Bitcoin, da quando si sono presi prepotentemente la scena finanziaria mondiale grazie all’aumento del proprio valore, hanno però causato non pochi problemi, soprattutto in fatto di regolamentazione fiscale. In Israele, ad esempio, i bitcoiner sono tenuti per legge a pagare una tassa sui guadagni in conto capitale del 25% s si tratta di persone fisiche, mentre per le imprese si aggiunge anche un 17% di IVA. Da quando è passata questa legge, molte aziende e persone che utilizzano questa moneta digitale non sono riusciti a rimborsare queste tasse. Per questo motivo le autorità hanno fatto di tutto per scovare chi è in morosità. Gli uffici delle imposte israeliane hanno quindi provveduto a inviare comunicazioni ai sospettati, chiedendo informazioni relative alle operazioni in crypto, come la cronologia delle transazioni  e l’attività di mining bitcoin. Quindi, per gli israeliani amanti delle crittomonete si prevedono tempi duri e controlli strettissimi, in quanto il Fisco in Israele non perdona.

Social network spiati

Oltre a queste informazioni, le autorità devono contare su fonti di informazione molto affidabili, ma non le hanno rivelate di certo. Sicuramente, le banche ci hanno messo lo zampino, visto che molte aziende che usano le crypto hanno iniziato a intentare delle azioni legali contro le banche per aver negato i servizi bancari. Ma pare che si stiano monitorando i residenti allo scopo di scoprire transazioni crittografate con il sistema peer-to-peer sui social media quali Telegram e Facebook, da confrontare con le prove trovate precedentemente. Quindi, i social non sono considerate prove sufficienti, solamente la conferma di evasione e altre azioni illegali utilizzando i Bitcoin o le altre monete digitali e utili per sanzionare gli evasori.

Bitcoin e Fisco, come funziona in Italia

Sicuramente, la diffusione dei Bitcoin anche come metodo di pagamento ha comportato l’adeguamento delle normative fiscali dei vari Stati. Anche in Italia si stanno diffondendo sia negli e-commerce, sia nelle città e nei centri turistici, tanto che l’Agenzia delle Entrate è stata costretta a decidere come conteggiare questi particolari redditi. Secondo il Fisco del Belpaese, esse sono da considerare valuta estera. Resta da capire come conteggiare i redditi da trading online. L’attività del trading online non è certo una passeggiata, perché non è semplice avere a che fare con i mercati, sia quelli reali, sia quelli sul web. Il guadagnare soldi attraverso le oscillazioni dei mercati finanziari richiede una formazione di base e costanti aggiornamenti, oltre a scegliere con accuratezza la propria piattaforma di broker online. Siti come OsservatorioFinanza.it suggeriscono, a questo proposito, varie scelte riguardanti i siti di broker online e suggerimenti su come intraprendere questa attività altamente speculativa e rischiosa per il proprio capitale. La scelta del broker si lega anche all’asset in cui ci si sente più ferrati. Perché il trading non è certo un gioco, anzi: soprattutto i principianti, devono metterci passione e impegno, non credendo alle false e all’apparenza facili scorciatoie. I risultati prima o poi arriveranno e saranno la dimostrazione che il trading funziona, e anche molto bene.

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