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NON SALTARLA! Per l’amore dei tuoi cari –
chiunque o qualunque cosa essi siano – prometto di essere
breve!
Spero che tu, mio caro amico, non appartenga a quella razza di
lettori che semplicemente non vedono le prefazioni, le
introduzioni o tutte le altre “zioni” che possano
esistere o venire in mente. Queste parole sono la patina, la
carta regalo avvolta intorno allo scrigno, sono l’involucro del
libro che ora hai tra le mani. Non so perché tu l’abbia
comprato, sarà stata la copertina, la quarta – per i non addetti
ai lavori, sto parlando del riassunto sulla parte inferiore
della copertina – ti avrà attirato il titolo, l’argomento,
magari l’autore è un tuo amico o uno scrittore che stimi e
apprezzi, non so perché te lo ritrovi tra le mani. Non so
perché, ma so che è stata una scelta giusta.
Marco Milani ha fabbricato un sogno, un sogno che gli è costato
sudore, ricerche, incazzature, tempo, ma soprattutto un sogno
che gli è costato amore. Bontà sua, ha voluto che io ti
introducessi nei meandri di tali oniriche visioni, quindi fai un
regalo a te stesso, a lui e al mio ego: non privarti del piacere
di scartarlo.
Vuoi prendermi la mano? Se la tua risposta è affermativa, né
sarò onorato, ma se non vorrai, non ti serberò rancore e ti
lascerò andare con i miei più sentiti omaggi …
Resti? Ne sono felice!
Questo non è un saggio, non è un romanzo o una storia: questo
libro è semplicemente tutto ciò che dovrebbe essere. Anomalo,
come l’argomento trattato. I BOC erano anomali, lo sono e
ringraziando gli dei lo saranno per sempre!
Chissà cosa penserai quando avrai finito di leggere queste poche
pagine. Il mio tempo tra voi è breve e quindi il quesito appena
formulato resterà per me senza risposta, ma prima che abbandoni
questo mondo, lascia che ti racconti di un altro mondo.
Un mondo che qualche decennio fa si è insinuato silente nel
nostro, un mondo dove le visioni non sono semplici artifici
dettati da stimoli nervosi, tecniche musicali o da altro. Qui
l’impossibile si è forgiato fino a divenire melodia, parole
sussurrate in qualche campo abbandonato, mentre i tuoi occhi
sono persi lassù nell’indaco. Una miscela di stranezze,
allucinazioni, melodie, stili musicali che non ha avuto uguali
nella storia del rock!
Spesso, parlando dei BOC, potresti vedere l’interlocutore
storcere il naso: il rocker classico li definirebbe troppo
astratti, il metallaro moderno troppo vecchi o leggeri o che
diavolo ne so! Eppure, qui sta la grandezza del gruppo. La loro
musica è esattamente quella che doveva essere. Erano
sintonizzati sul Canto dell’Universo, un canto ora
melodrammatico, ora triste, ora allegro, un canto difficile da
ascoltare, quanto è vero che nella loro lunghissima carriera a
volte non lo hanno udito.
Noi siamo stati ammaliati da quel canto e dalle varie versioni
che la band di volta in volta ci proponeva, lo stesso Marco
Milani, nello scorrere delle pagine, non si è solo limitato ad
un’enciclopedica quanto inutile e tediosa cronaca della carriera
del gruppo, ha cantato, ha lasciato cantare il suo cuore e i
suoi ricordi fino a ritrovare deboli seppur nitide risonanze
anche nella moderna musica.
I giovani hanno le loro idee e le loro divinità, le nostre sono
sorpassate, fuori moda, non fanno più tendenza, quindi da
buttare! Ma cari giovani, lasciate che vi dica una cosa: tutto
ha un’origine. È una cosa paurosamente lapalissiana tanto da
rasentare il ridicolo, ma ciò non cambia la veridicità
dell’assunto. Tutto ciò che ora gira sui vostri Ipod, mp3 o
altro, ha qui la sua genesi. Senza radici, qualsiasi cosa
crolla. Sarà forse per questo che le nuove tendenze sono così
precarie? La musica non può prescindere da ciò che è stata!
Ancora oggi, quando metto su Astronomy, mi sembra di
viaggiare e di sentire il canto di migliaia di mondi: ditemi,
quale gruppo – anche di quelli storici – oggi può vantarsi di
aver composto, non dico un disco, ma almeno un brano capace di
sfidare il tempo, un pezzo intessuto della stessa materia
dell’eternità? Pochi in realtà possono fregiarsi di un tale
titolo e quei pochi fortunati hanno avuto tutti la loro genesi
tra gli anni sessanta e settanta e tra questi, esiguo è il
numero di coloro che hanno una stella splendente affissa nel
firmamento della genialità e i BOC sono tra i pochi eletti.
Ahimè, come tutti gli eletti, anche i nostri non sono stati
sempre compresi o apprezzati nel loro valore candidamente
eccezionale. Non hanno avuto il successo che meritavano
semplicemente perché la massa non era ancora pronta a capire,
non era ancora pronta a fondere la propria voce a quella di
questi speciali menestrelli intergalattici. Per fortuna, c’è
ancora qualcuno – come il nostro autore – che nella moderna
cacofonia, con un’onestà disarmante, ha l’ardire di chiudere gli
occhi, ricordare il volto dei propri ricordi e riprendere a
cantare e predicare ciò che sono stati e sono ancora oggi i BOC.
Lasciate cadere i vostri pregiudizi e fatevi trasportare da
questo libro. Marco Milani con coraggio ha cantato un sogno, un
sogno che ancora oggi continua a vivere, un sogno immortale che
è disposto a dividere con voi, con te! Ascoltatelo molto bene,
vi prego, aprite il vostro cuore e alla fine ne riceverete in
cambio un dono che chiunque dovrebbe possedere. Non vi narrerà
una storia sconosciuta, semplicemente vi aiuterà a ricordare
i BOC, specialmente a coloro che erroneamente pensano di non
averli mai sentiti nominare!
Qui io vi lascio nelle sue mani … ve le tende con un sorriso,
non vedete? Non abbiate timore: appena girata questa pagina vi
farà da guida attraverso l’eterna arte dei BOC …
Andate e siate testimoni del Canto dell’Universo …
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