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Un imbuto
rovesciato, quasi come l’inferno dantesco. Ecco cosa si rivela
Godzilla E Altri Sogni – Blue Öyster Cult di Marco Milani. La
biografia del gruppo statunitense è solo un pretesto, la punta
dell’imbuto che man mano si allarga, diventando autobiografia,
per terminare come saggio sull’essere metallari. E nessun gruppo
come i BÖC può rappresentare al meglio pregi e difetti del
popolo metallico.
Sono stato attratto dall’opera di
Milani, soprattutto perché sono un fan del gruppo statunitense e
ritengo il loro trittico iniziale (Blue Öyster Cult, Tyranny And
Mutation e Secreat Treaties) indispensabile in qualsiasi
discografia metallica e non.
Così poco intelligibili, i BÖC
risultano essere ostici quanto lo siamo noi per i non metallari.
Alla fine è tutta una questione di comprensione: quello che non
capisco mi fa paura.
Tra stralci biografici
(l’essenziale) e autobiografici (sfido chiunque a non ritrovarsi
in alcuni episodi della vita dell’autore), in realtà si nasconde
l’essenza dell’essere metallaro (Milani non fa distinzione di
sottogeneri, anzi allarga il significato del termine inglobando
l’hard rock). Probabilmente il metallaro disegnato dall’autore è
più legato come stereotipo a quello di noi trentenni-quarantenni
(sia io che Milani facciamo parte di questa schiera…), con un
forte senso di appartenenza al genere e gelosi custodi del
supporto fisico in cui la musica è contenuta. Non metto in
dubbio che alcune similitudini con “i nuovi mostri” ci siano, e
così anche i più giovani potranno ritrovarsi e magari
approfondire la conoscenza dello stupefacente immaginario
firmato BÖC. Perché i BÖC fanno paura a chi non li ama? Perché i
metallari fanno storcere il naso ai più? L’autore non da
risposte, ma si limita a una disamina più o meno lucida del
fenomeno, riuscendo a buttar giù un centinaio di pagine più che
piacevoli, scritte con ironia e in modo scorrevole.
pubblicato il
05.09.09
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