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Ecco una, forse la più spirituale e
introspettiva, fra le esperienze letterarie di Marco Milani,
scrittore originario di Como e web-master del sito domist.net.
Il suo è un viaggio alla scoperta del proprio “io” interiore
narrato con un singolare connubio tra il romanzo e il saggio; è
un esperimento letterario in cui dialogo e monologo si fondono,
in bilico, sulla sottile linea di confine che distingue
l’allievo dal maestro. Affascinante se si pensa che allievo e
maestro sono la stessa persona.
Ogni capitolo, anticipato da una pagina introduttiva, regala al
lettore perle di saggezza di alcuni dei più conosciuti esponenti
delle dottrine orientali, Nisargadatta, Shankara, Chaung Tzu e
addirittura Gibran e il suo “Il Profeta”.
Fra le pagine del libro, stampate su carta riciclata in segno di
un ammirevole rispetto nei confronti dell’ambiente contro la
deforestazione, l’autore descrive con ironia una sorta di
auto-incitamento ad uscire dal piatto guscio esistenziale in cui
siamo immersi e diventare, attraverso la meditazione, un
“Guerriero di Luce”, un uomo nuovo e “illuminato”, consapevole
dei propri limiti e del percorso che dovrà compiere al fine di
raggiungere la completa, o quasi, acquisizione del suo vero
essere.
Le certezze vengono messe in discussione, il passato rivissuto e
il conflitto, la battaglia di ogni valoroso guerriero, è il
confronto, senza ammutinamenti, con se stessi.
E’ il coraggio di posizionarsi davanti allo specchio per un
intimo faccia a faccia, se vere sono le antiche leggende
celtiche secondo cui lo specchio riflette non il corpo ma
l’aurea che lo circonda, l’anima.
Il messaggio che l’autore vuole trasmettere probabilmente è
esattamente questo. L’umiltà di mettere a nudo la nostra psiche,
accettare il bene e il male insito in ognuno di noi e seguire,
passo passo, la strada verso la crescita intellettuale.
In fondo, si sa, a detta di Nisargadatta, “Ciò che ha inizio e
una fine è soltanto apparenza”.
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