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Il FANTASTIC
ZEN connettivista: Edizioni Diversa Sintonia
Anni fa Nam June Paik il più grande dei
videoartisti, e altri maestri dell’arte elettronica o video art
lanciarono in tale rotta artistica una sorta di Zen Elettronico,
originale sintesi, quasi[...]
Anni fa
Nam June Paik il più grande dei videoartisti, e altri
maestri dell’arte elettronica o video art lanciarono in tale
rotta artistica una sorta di
Zen Elettronico, originale sintesi, quasi una fotosintesi
immateriale, tra computermondo nascente ed opera d’arte,
l’innesto del particolare spirito circolare orientale nel
dinamismo irresistibile della modernità e viceversa. Tra le
pagine più belle della
Video Art.
Per un’ affinità elettiva, anzi
elettronica, quasi uno dei frutti del nostro tempo, seminati dai
video maker d’avanguardia e già primordiali, a tale se non
codice, certamente influenza creativa alla
H. Bloom,
forse si ricollega, anzi ri-connette (visto il contesto…) questo
affascinante volumetto -
FANTASTIC ZEN- AA.VV. edito da Diversa Sintonia (Marco
Milani), distribuzione
Kaleydos (Alessandro Vitali), editing cartaceo del
movimento
connettivista.
Dal titolo, diceva
Eco,
il lapsus significante: appunto
Fantastic Zen,
esito di un concorso letterario è narrativa programmatica di
certa science fiction nuova italiana al passo con certo
postcyberpunk, denominata appunto
Connettivismo: oltre a
Milani,
gli stessi
Battisti,
De Matteo e Verso
(vincitori quest’ultimi degli
ultimi
2 Premi Urania x Mondadori),
tre antologie complessive già edite, l’ultima proprio da
Diversa
Sintonia.
Il volumetto in questione è di
straordinaria leggerezza: metafora in sé dell’elettronica
immateriale dell’era virtuale, del
divenire stesso della
fantascienza,
ricondotta quasi in tali pagine globalmente alla sua fase
autorale, squisitamente narrativa o racconto breve.
Alla luce, sia dell’evocazione
tecnonirvanica… che dei tempi postumani oggi nascenti, una
fantascienza e-o
fantasy quasi minimalista,
d’apprezzabilissima e facile interfaccia o rendev vous possibile
con i lettori destinatari.
Senza perdere una mera virgola di
complessità, le diverse modulazioni autoriali, talune simili, ma
sempre peculiari caratterizzano il volume, fin dalla grafica e
il montaggio diciamo
gutenberghiano,
come una sorta di album concept, con tutti potenziali Hit.
Poi, magari, ma è soggettivo, oltre
a input squisitamente
connettivisti
e
postcyberpunk
all’italiana, spiccano ancora le microsaghe qua prettamente
spaziali “classiche” o techno “postmoderne), rispetto ad alcune
scansioni neogotiche, quasi
cyberdark,
a volte persino con ottimamente calcolate, quasi simulazioni
tardo romantiche pre-horror.
Forse, ma ancora non oggettivo e
parziale, un bonus in più è evidenziabile ad esempio per la
felice net.scrittura di
Mastrapasqua, Tonelli e
Landini;
per il femminile quasi geneticamente modificato, perturbante
eppure colmo di inedita grazia delle varie
Leccese, Lovera e Carrozzo;
per l’ermetismo cosmico poetico di
Katrikalas.
In oniropillole: un viaggio
temporale
Oriente/Occidente,
la parola umana e cyborg, parlata on the road e on the
cyberspace magari nel XXII secolo, come la
miglior fantascienza,
sempre più realismo d’anticipazione, tra High Tech e nuova
spiritualità, narrativa immateriale…
Gli autori: Maurizio Landini, Matteo Mancini,
Stefano Pradel, Alex Tonelli, Giovanni Agnoloni, Paco Sidney
Silvestri, Domenico Mastrapasqua, Paola Carrozzo, Paolo
Ferrante, Stefano Ratti, Rosa Leccese, Magda Lovera, Ranieri
Meloni, Talos Katrikalas.
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