Assistenza domiciliare a lungo termine: un servizio in declino

Le recenti indagini demografiche hanno portato alla luce un dato allarmate: l’Italia è tra i paesi più vecchi d’Europa, complice un calo di natalità a favore di un aumento di malattie e gravi disabilità.

Tuttavia, il nostro sistema sanitario si dimostra non adatto a rispondere a questo aumento, incapace di sostenere ed organizzare dei servizi territoriali, primo fra tutti le cure domiciliarimedici a domicilio: siamo infatti nelle ultime posizioni per quanto concerne la Long-Term Care, alla quale viene destinato solo il 10% della spesa sanitaria, per un ammontare di circa 15 miliardi di euro.

Di questi, solo 2,3 miliardi vengono destinati alle cure domiciliari, mentre circa 76 milioni di euro sono a carico delle famiglie.

Cos’è la Long Term Care

I dati emersi dall’indagine sull’assistenza domiciliare in Italia (ADI) vogliono porre l’accento su come il sistema sanitario sia ancora carente dal punto vista della Long-Term Care in Europa, con il risultato di sole 35 ASL presenti in 18 Regioni, in grado di offrire assistenza domiciliare a 22 milioni di persone.

Il termine Long Term Care che significa cure di lungo periodo, richiama l’assistenza sanitaria a lungo termine che va applicata a tutte quelle persone che sono colpite da malattie invalidanti o che si trovano in una situazione di non autonomia.

Sono soprattutto le persone anziane che necessitano delle cure domiciliari anche se solo il 3,2% degli over 65 che risiedono in Italia ne beneficiano con differenze sostanziali anche nell’ambito della stessa Regione.

In genere le ASL prese a campione per l’indagine assicurano agli anziani l’87% delle 31 prestazioni clinico-assistenziali regolate dai livelli essenziali di assistenza (LEA)riuscendo ad offrire, in alcune regioni come Chieti, Catania e Salerno anche il 100% dei servizi.

A ciò corrisponde una disuguaglianza per quanto riguarda il numero di accessi in un anno che va da un minino di 8 ad un massimo di 77 nella ASP di Potenza e anche per quanto riguarda le ore impiegate per la cura ad un anziano vanno da un minino di 9 ad un massimo di 75 nella ASL Roma 4.

Anche i costi per la presa in carico del singolo individuo, variano in base alle Regioni con € 543,00 della ATS Montagna fino a € 1.000,00 dell’ASP Potenza.

Ne emerge un quadro complessivo che va a confermare il dato evidenziato anche negli anni successivi in base al quale mentre malattie croniche dilagano e la disabilità sarà una vera e propria emergenza nel prossimo futuro, l’ADI non riesce ad adeguarsi e a rispondere correttamente ai bisogni della popolazione.

Succede così che le persone anziane continueranno ad affollare gli ospedali, mentre i familiari andranno sempre più alla disperata ricerca di persone che siano in grado di assistere i propri cari dimessi dalla struttura ospedaliera, sempre se riusciranno a permetterselo.

A nulla serve puntare il dito contro le diverse realtà regionali, dal momento che rappresentano sì un dato importante, ma sono strettamente legate al luogo e ai bisogni che esprimono gli anziani ivi residenti.

È necessario invece individuare delle strategie atte a modernizzare e rafforzare le cure a domicilio, investendo nella tecnologia come la tecno-assistenza che prevede una serie di soluzioni per aiutare malati cronici ed anziani ad essere più autonomi nelle loro case, attraverso l’assistenza a distanza.

 

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