L’evoluzione delle previsioni meteo nel corso dei secoli

La meteorologia e la sua evoluzione

La meteorologia è la scienza che studia l’atmosfera, nonché le dinamiche fisiche e climatiche che prendono piede al suo interno. Il meteo, in particolare, prende in esame alcuni parametri che segnano le condizioni meteorologiche del pianeta, studiandone l’evoluzione ed archiviandone i dati ed i valori.

Questi parametri fanno riferimento alla temperatura dell’aria, ai livelli d’umidità, alla pressione atmosferica, alla radiazione solare e all’intensità e alla direzione dei venti. L’evoluzione delle previsioni meteo passa attraverso la parallela crescita della tecnologia, che ha fornito agli scienziati e agli appassionati un gran numero di strumenti capaci di migliorare sensibilmente la nostra conoscenza a proposito del clima terrestre, dei processi climatici e dell’evoluzione delle condizioni atmosferiche in un territorio piuttosto che in un altro.

Il meteo è uno studio teorico e sperimentale, poiché fa uso del linguaggio più tipicamente matematico e fisico e perché si basa sull’osservazione dei processi e dei parametri meteo a mezzo di tutte le strumentazioni che l’innovazione tecnologica ha saputo partorire: i palloni sonda, le stazioni meteorologiche, i razzi, i satelliti, i modelli matematici.

La meteorologia in quanto interesse dell’uomo nei confronti del clima e dei suoi cambiamenti, esiste da sempre ed alcune notizie storiche ci segnalano come già gli antichi babilonesi si interessassero ai fenomeni atmosferici e tentassero di prevederne l’evoluzione.

L’evoluzione delle previsioni meteo nel corso della storia

Dopo i babilonesi, alcune delle più importanti scoperte che hanno interessato questa scienza durante l’antichità dipesero dal grande interesse dei greci per il clima. Nel 340 a.C. Aristotele scrisse addirittura un trattato con il quale cercava di inquadrare e di fornire spiegazioni a taluni fenomeni atmosferici e celesti.

Un allievo di Aristotele, Teofrasto, scrisse un altro libro centrato sulle previsioni del tempo prodotte partendo dall’osservazione dei fenomeni. Alcune di queste previsioni appaiono tutt’altro che ingenue, in quanto frutto di osservazioni attente e meticolose e di spiegazioni razionali dei fenomeni.

Nel Medioevo nacquero gli almanacchi, testi che contenevano sezioni dedicate alle previsioni del tempo di grande utilità soprattutto per gli agricoltori e gli allevatori. In tempi più vicini a noi, grandi scienziati come Leonardo e Galileo progettarono strumenti che hanno saputo stravolgere il mondo della meteorologia. Leonardo da Vinci costruì il primo igrometro, utile a misurare il livello di umidità nell’aria; Galileo nel 1607 produsse un termometro ed Evangelista Torricelli nel 1643 inventò il barometro.

A partire dal 1700, l’evoluzione delle previsioni meteo vide una brusca accelerazione ed un aumento sensibile delle conoscenze scientifiche. Nel XVIII secolo nacquero i primi osservatori meteorologici nazionali in Gran Bretagna ed in Francia e nel 1730 Vitus Jonassen Bering costruì alcune stazioni di rilevamento nelle gelide lande siberiane.

Benjamin Franklin, grazie ai suoi studi sull’elettricità presente in atmosfera, fu uno dei primi scienziati a registrare le condizioni climatiche giornaliere e ad effettuare previsioni del tempo dettagliate. Nell’Ottocento cominciarono i lanci dei primi palloni aerostatici per i rilievi ad alta quota. Soltanto nel XX secolo, tuttavia, la comprensione di alcune dinamiche atmosferiche ha prodotto una concreta evoluzione delle previsioni meteo, calcolate su basi rigorosamente fisiche e matematiche.

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