La donna di classe

Quando si parla di classe ed eleganza, la mente va subito a una delle tante frasi celebri di Coco Chanel (fonte:letteralmente.net): “La moda passa, lo stile resta.”.

La classe in una donna non è una conquista e nemmeno un abito da indossare, ma qualcosa che si possiede come la spontaneità di un sorriso. La donna di classe ha un insieme di squisite e nobili qualità che chiunque le si avvicina percepisce immediatamente. È raffinata e non si presta alle mode, non si concede e non si abbandona mai interamente, è avvolta sempre in un mistero indecifrabile. È il fascino a renderla irresistibile, mai il suo profumo.

Parla poco, è riservata, non si lascia sedurre, sorride ma non ride; elegante e sobria, è sempre misurata in ogni aspetto; mai criticata, semmai invidiata; non esibisce e non provoca, pur essendo desiderabile. Mai superba, offensiva, mai di più; è aristocratica ma non ostenta. Racchiude in se tutti i desideri ma non li mostra mai. Parla senza gesticolare e sa farsi capire sempre.

Non si tocca i capelli dieci volte al minuto, anche se il vento glieli scompiglia, perché non si sente mai insicura. Il glamour la identifica tra le donne; è sempre opportuna, affascinante in ogni ambiente sociale. La sua immagine è molto forte e non si lascia plagiare né convincere da nessuno. Non smette mai di migliorarsi perché nella vita non si è mai più grandi degli altri.

Conosce le regole della vita e sa agire di conseguenza senza esagerare, riuscendo a discutere con i maleducati senza mai perdere la sua compostezza. Ha un’enorme umanità e questo la rende ancor più attraente e invidiabile. Veste sempre in modo perfetto, e riesce ad essere elegante anche con poco.

Non fa pesare di se niente, ancor meno la sua bellezza, ma lascia un vuoto ogni volta che va via. Non ricorre alla chirurgia estetica, la bellezza è dentro di lei e la sua gioventù non l’abbandona mai. Invecchia con classe, indossando le rughe con una dose di naturalezza che la rende più bella ancora di quanto già nel profondo non sia già.

Ma all’occorrenza sa anche essere un po’ strega.

Essere strega vuol dire essere femmina fino in fondo, l’espressione della vera libertà. È il mistero fuso tra la delicatezza e il letale proibito. La strega è la vita in fuga, è un passaggio tra una porta luminosa e una oscura, l’impalpabile nebbia che non dissolve. Sconosciuta e segreta, desiderabile ma intoccabile, lo sguardo è cattivo, il cuore affascina ma è zingaro e non è cosa per gli uomini. Tra le pieghe delle vesti il peccato e il respiro nebbioso, i capelli color dei corvi, le unghie da pantera che ammaliano ma non concedono.

Nell’universo femminile è temuta perché è più capace, tenta con audacia ed è senza pregiudizi, è una donna coraggiosa e sprezzante. La strega non può parlare, non può sognare, può solo ardere. Se cade nessuno la rialza, se piange nessuno l’accarezza e se muore nessuno la perdona,. Non ha colpe ma è colpevole, non ha cattiveria, ma è cattiva, non è morta ma deve morire. La strega è una donna che tutti i giorni spera che esca il sole, non teme l’oscuro ma guarda sempre la finestra in attesa che il silenzio dei preconcetti la divori.

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