Le successioni in breve: la normativa italiana

Quando una persona muore (il c.d. de cuius) secondo il diritto italiano, quello che gli appartiene (attivo e passivo ereditario) passa a favore della persona/e indicate nel suo testamento, se lo ha redatto; nell’ipotesi in cui non ha redatto alcunché, la legge stabilisce che tutto va a favore degli eredi legittimi.

Sono eredi legittimi del defunto: il coniuge, i discendenti (figli), gli ascendenti (genitori, nonni), fratelli sorelle e tutti i parenti sino al sesto grado di parentela. La prima successione è quella testamentaria, la seconda invece quella legittima.

Se poi, terza ipotesi, il defunto non ha nemmeno eredi legittimi, il tutto passa a favore dello Stato. Quando ci sono più eredi (comunione ereditaria) e ad esempio l’eredita è costituita da un bene immobile, gli eredi diventano comproprietari del medesimo bene; ciascun erede può diventare titolare esclusivo di una parte di quel bene ricorrendo alla divisione ereditaria, tramite accordo privato o – in alternativa – tramite l’intervento del giudice.

E’ giusto specificare che costituiscono l’attivo ereditario: il denaro, i gioielli, la mobilia, i beni mobili ed immobili del defunto e le eventuali azioni detenute; fanno parte del passivo ereditario invece: i debiti. 

Vi sono varie tipologie di testamento, quello che va sottolineato è che la persona fisica può scrivere testamento da quando compie il diciottesimo anno d’età, quando acquisisce in altri termini la capacità d’agire (la capacità di redigere atti).

E’ obbligatorio, per l’erede, fare una dichiarazione di successione che comporta, a favore dell’Agenzia delle Entrate, il pagamento di un’imposta. Gli eredi sono esentati da quest’obbligo solo quando l’asse ereditario (attivo ereditario meno passivo ereditario), non supera come valore i 100 mila euro e quando non ci sono beni immobili.

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla morte del de cuius, sanzioni pecuniarie (mora) sorgono a carico degli eredi che non rispettano tale termine.

Quello dell’eredità e delle successioni è uno fra temi giuridici più rilevanti e di certo non sono rare, sono anzi all’ordine del giorno le liti e le dispute che sorgono fra fratelli o parenti circa le spartizioni dei beni del defunto.

Spesso i genitori peccano di imprecisione – questa la causa principale delle infinite lotte – qui dove invece la chiarezza sarebbe necessaria; quasi sempre infatti si arriva alla loro morte senza un testamento, le statistiche parlano chiaro: solo il 15% delle successioni sono testamentarie, regolate da questo importante atto.

Si ricorda, tuttavia, che prima di intentare causa contro un fratello o comunque un parente è non consigliato, bensì un passaggio obbligatorio ricorrere all’istituto della mediazione, rivolgersi ad un mediatore.

I costi della mediazione dipendono dal valore del patrimonio oggetto della lite.
Conoscere bene tutte le norme che disciplinano questa materia è dunque fondamentale per auto-tutelarsi. Si consiglia per preziose informazioni il sito Consulenza Legale Italia.

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